Voto Elettronico?
Pro e Contro

A pochi giorni dall’elezione dei Sindaci in diverse città d’Italia e dei rispettivi consigli comunali, torna in auge un tanto discusso argomento: Il voto elettronico.

Potrebbe semplificare e addirittura abbattere il livello di astensionismo che si rivela spesso decisivo durante le elezioni politiche in Italia, ma c’è un ma, siamo davvero sicuri che il voto elettronico comunemente chiamato e-voting sia sicuro?

In passato molte nazioni hanno sperimentato il voto elettronico, in Italia ricordiamo alcuni referendum dai risvolti catastrofici, sia per una lentezza dell’infrastruttura che per la poca dimestichezza con i sistemi digitali. 

In paesi come Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera ed Estonia invece è un modo consolidato per esprimere la propria preferenza in modo democratico, più o meno, come è da poco successo nelle ultime elezioni Russe largamente vinte nuovamente da Putin con un 49% di preferenze positive che hanno destato sospetto.

È proprio questo il problema principale, la facilità di attaccare, modificare, invalidare un diritto fondamentale ovvero la possibilità di un cittadino comune di esprimersi in modo.

Ma se da un lato si pensa alla lesione di un diritto fondamentale, potrebbero essere anche altri gli aspetti intaccati, uno su tutti è la Privacy, possibilità di rivelare il voto, diffondere i dati privati e renderli pubblici, mettere in pubblica piazza l’integrità di un soggetto e renderlo ricattabile per le scelte politiche.

E in Italia?

Il digital divide la fa da padrone, è molto probabile che sorgeranno difficoltà per alcune fasce di popolazione che per insufficiente dimestichezza con i dispositivi elettronici o per la scarsa o addirittura assenza di connessione dovranno affrontare imprevisti e situazioni di disagio, altro tema caldo è l’arretratezza dell’infrastruttura digitale del Paese, carente e inadeguata a contenere un flusso di dati così importanti e riservati.

Al momento l’e-voting è in una prima fase di sperimentazione per i cittadini italiani residenti all’estero per poter votare alle elezioni politiche, referendum ed europee, la valenza legale però è in questa fase nulla, lo sarà nella seconda fase di sperimentazione quando l’elettore attraverso una web application potrà tramite Spid, esprimere le preferenze.

Proprio in questo ambito è crescente l’attenzione dei Ministeri degli Interni e della Transizione Digitale per le due opportunità di raccolta firme via Spid per i referendum su eutanasia e cannabis legale, che sia una svolta per poter semplificare il processo e la corretta conta delle firme per avallare e rendere legittimo un altro fondamento della nostra Costituzione?

Concludendo

Il voto elettronico per ora rappresenta una prospettiva difficile da attuare sia sotto gli aspetti giuridici e la sua validità costituzionale (bisognerà aggiungere in costituzione anche queste nuove tipologie di voto) ma soprattutto informatici per la possibilità di brogli e annullamenti.

L’esperienza russa è il principale monito verso i paesi che stanno progettando ormai da anni la possibilità di estendere il voto informatizzato; che non sia la vecchia, cara e “impiegabile” scheda di carta la soluzione a tutto questo?

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