SmartWorking e videoconferenze:
Quali soluzioni adottare?

Alzi la mano chi di voi non ha effettuato o partecipato ad almeno una videochiama in questo periodo di lockdown per ragioni lavorative, per vedere i propri cari o gli amici e trascorrere del tempo insieme.

 

Le App di videoconferenza in questo momento, stanno riscuotendo un grandissimo successo perchè stanno abbattendo le distanze create dalla pandemia del Covid-19, a discapito però di sicurezza e protezione dei dati personali come la famosissima Zoom e la nuova e meno nota Houseparty.

Abbiamo quindi deciso di esaminare le alternative per effettuare videochiamate e non rischiare nulla (o quasi).

Zoom Video Conference

Come già detto Zoom si è ritrovata nell’occhio del ciclone dopo che alcuni utenti hanno segnalato abusi del servizio di videoconferenza che permetteva ad utenti ignoti di “imbucarsi” in chat e riunioni programmate, oppure l’invio di dati e le videoregistrazioni in database non protetti mettendo a rischio la privacy. L’azienda ha dichiarato di aver effettuato la messa in sicurezza dei sistemi e nuove funzionalità per evitare la fuga di dati.

Jitsi

Una soluzione open source e totalmente gratuita è Jitsi dell’azienda californiana 8x8 che ha rilasciato l’app per le principali piattaforme o tramite l'utilizzo su browser e ancora dando la possibilità installarla sul server aziendale.
La soluzione supporta la condivisone di video, del desktop e integrazioni con strumenti come Slack.
Jitsi afferma che le “room” dove si tengono le videochiamate vengono create nel momento in cui il primo partecipante si unisce e vengono distrutte quando l’ultimo partecipante se ne va, un metodo abbastanza sicuro e difficile da intercettare da chi non è stato invitato. La sicurezza è ottima, tutto ciò che viene inviato al server di Jitsi viene criptato, decriptato nel server e ri-criptato per essere inviato ai destinatari con protocolli DTLS-SRTP per proteggere la sessione da intercettazioni o manomissioni.

Cisco Webex

La preferita dalle aziende del settore sanitario e finanziario per la sicurezza che Cisco garantisce in quanto da sempre attenta alla protezione dei dati. Nel caso specifico la sessione confluisce sui server Cisco Webex in “flussi multimediali” che fluiscono da un client ai server che decrittano attraverso i firewall Cisco. Nella privacy policy Cisco assicura un’esperienza al pari di un “face to face” con la possibilità di registrare la riunione da parte del moderatore, la possibilità di poter condividere, caricare e conservare i file che vengono utilizzati e condivisi dagli utenti.
La registrazione della riunione dopo la conclusione della stessa viene eliminata in modo automatico se non viene scelto di salvarla da parte del moderatore.

Microsoft Teams

Degna di nota l’attenzione alla privacy che Microsoft dichiara di offrire.
Una varietà di controlli sulla privacy e sulla sicurezza per consentire agli utenti di gestire chi partecipa alle riunioni e a chi ha accesso alle informazioni sulle stesse.
L’organizzatore decide chi dall’esterno della propria azienda può partecipare e chi eventualmente lasciare in attesa, può rimuovere partecipanti indesiderati e controllare chi può condividere e presentare contenuti. Microsoft dichiara di proteggere la privacy dei propri utenti by-design. L’approccio di Microsoft alla privacy si basa sull’impegno alla trasparenza sulla raccolta, l’uso e la distribuzione dei dati.
Non ultima l’autenticazione MFA multi-fattore che ha innalzato la sicurezza a livelli massimi richiedendo una seconda verifica per dimostrare l’identità di chi vuole utilizzare il servizio, rispettando e rendendosi compliance al GDPR. Più consigliato ad aziende che ad utenti privati.

Wire

Azienda elvetica, unica europea a proporre una piattaforma per il videomeeting al momento. Wire si attesta tra le più sicure per tanti aspetti che riguardano la crittografia dei dati e la sicurezza dei dati che vengono immessi, non bisogna inserire dati personali obbligatori se non la mail.
La crittografia di Wire funziona in modo trasparente in background ed è sempre attiva. Per quanto attiene la protezione dei dati, l’azienda elvetica si dichiara compliant al GDPR: la privacy policy risulta facilmente comprensibile, mentre il White Paper sulla privacy possiede informazioni dettagliate sul trattamento dei dati.
Wire dichiara di memorizzare solo i dati di cui ha bisogno per assicurarsi che le conversazioni rimangano sincronizzate tra i dispositivi, per rilevare frodi e spam e per risolvere i problemi che possono sopraggiungere per i clienti. Disponibile su tutte le piattaforme principali.

La nostra è solo un’analisi frutto di un’attenta ricerca tra le varie soluzioni, i marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietari.

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